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TESTIMONIANZE
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Testimonianza del 26 settembre 23
A giugno u.s. mia moglie riceve la notizia di avere dei noduli al seno e deve sottoporsi ad esame istologico. Qui inizia il nostro momento di angoscia: quattro figli, due giovanissimi e due grandi ma non “sistemati” e, soprattutto, il pensiero di perdere mia moglie e quindi anche il nostro futuro di sposi e genitori che era visto con maggiore ansia, come se nel momento storico che viviamo non ce ne fosse già. Dopo questa breve introduzione passo a narrare i fatti che riguardano don Dolindo.
Ho iniziato a pregare per mia moglie, e cosa che mi capita sempre di me nei momenti più gravi della vita, mi si fa avanti don Dolindo Ruotolo, inizia starmi nei pensieri sempre più spesso e la sua preghiera “Gesù pensaci tu” diventa una giaculatoria. Inizio a pregare corone di questa invocazione: “Gesù pensaci tu”. Trascorro l’estate in Cilento e decido di andare in pellegrinaggio da Don Dolindo. Vivendo da 24 anni a Torino era l’unico momento in cui avrei, senza poche difficoltà, potuto andare a trovarlo, come dicevo a tutti quelli che mi chiedevano: dove vai? A trovare un amico mio a Napoli.
Così 29 luglio 2023 lascio la mia famiglia e mi reco a Napoli
Arrivo nella chiesa di San Giuseppe ai Poveri verso le 8:45 e trovo la chiesa piena di pellegrini, credo polacchi ma, sicuramente, dell’est Europa. Prego il Rosario e aspetto che si liberi un po’ la tomba e vado anch'io da don Dolindo. E anche ora che scrivo mi si bagnano gli occhi e l'emozione mi stringe la gola.
Chi può descrivere l'amore che provo verso questo santo, santo per me e non solo per me, l'amore che ha avuto a Gesù, e così gli parlo cuore a cuore, e busso alla tomba ma non ho i colpi di risposta. Prego ancora, busso di nuovo e ancora, e ancora, e ancora… nulla nessun colpo. Era ovvio per me che la grazia della salute di mia moglie, Dio nostro padre tramite don Dolindo non me la concedeva. Prego ancora il rosario, verso le 10:30 lascio la chiesa ringraziando Gesù e la Madonna e don Dolindo. Mentre torno alla casa di villeggiatura i miei pensieri vagano nell’amarezza, la delusione, la speranza viene meno, ma fermo torno sempre alla preghiera: “Gesù, pensaci Tu”. Non dico nulla a mia moglie se non che la grazia non l'ho avuta.
Il giorno 1 agosto è il giorno della comunicazione del risultato dell’istologico.
Nella notte del 1 agosto mi capita questo:
sogno una mano di donna che non so chi fosse nè immagino di conoscere, che mi dà una busta da lettera che apro e con mia meraviglia non trovo scritto nulla, un foglio bianco… Si allarga la scena, ci troviamo io e la donna, in una luce che non so descrivere che dava benessere, una pace immensa. Passando questa esperienza, che potrebbe passare ai più come un sogno provocato da ragioni umane, davanti alla mia mente quindi non è più un sogno, ero in me stesso, vedo don Dolindo Ruotolo!
Con la mantellina, bastone e rosario nella mano destra, il bastone era nella sinistra. Mi guarda serio, ma tenero e compassionevole come stato in vita mortale, non mi dice nulla, mi guarda solo, ma io so che è venuto a mantenere la sua promessa fatta a tutti, che non se non dava la grazia sarebbe venuto in sogno a dire che Dio non concedeva per sua intercessione la grazia. Ed io questo l’aspetta ma proprio nella notte della comunicazione risultato dell'istologico non può e non è una coincidenza, e Lui, don Dolindo che mi è venuto a dire prima dei medici: “la grazia non l’hai ottenuta perché tua moglie non ha un tumore”.
Non racconto nulla mia moglie. Siamo soli sul lungomare seduti su una panchina. Alle 10 una nostra amica e collega di mia moglie, delegata a comunicarci il risultato e il suo ritiro, ci comunica che i noduli al seno di mia moglie erano di origine benigna.
Scendono già le lacrime e in me c'è gratitudine a Dio e a don Dolindo Rotolo.
Ed ora faccio questa mia testimonianza scritta per adempiere alla mia promessa fatta a Don Dolindo. Un piccolo granello di polvere sulla strada della sua canonizzazioni tutto a M G T ed onore di don Dolindo Ruotolo.
In fede,
F. G.