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TESTIMONIANZE
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Se vuoli lasciare una testimonianza su Don Dolindo, scrivici anche tu!

Testimonianza del 12 giugno 2024
Salve, mi chiamo V. F. abito in Apollosa, un paesino della provincia di Benevento, sono sposato ho tre figli, sono un Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, con la presente vorrei rendere testimonianza di quanto accadutomi in seguito alle mie preghiere rivolte a Don Dolindo sulla sua tomba.
Nel mese di luglio del 2019 fui trasferito a Napoli presso la Compagnia Carabinieri della Stella, situata nel cuore del Rione Sanità, provenivo dalla Stazione Carabinieri di Bojano (CB), iniziava così il mio periodo di servizio partenopeo, un periodo del quale ho un bellissimo ricordo e dove mi sono innamorato della città di Napoli.
Tuttavia, siccome già dal 2017 con la mia famiglia, composta all'epoca da mia moglie e le prime due figlie, ci eravamo trasferiti nell'attuale casa di Apollosa, per recarmi a lavoro mi trovavo ad affrontare ogni giorno circa 130 km con la mia autovettura, dapprima per raggiungere la sede di Bojano e poi dal 2019 quella di Napoli e tale situazione iniziava un attimino a pesarmi sia dal punto di vista della stanchezza fisica, ma anche perché incideva di parecchio sulla situazione economica ed affettiva della mia famiglia in quanto passavo troppe ore lontano dai miei figli.
Verso la fine del 2020 inizio 2021, mi venne a trovare presso la caserma della Stella, Suor Michelina appartenente all'ordine delle suore degli angeli di Napoli, poichè una sua consorella aveva subito una truffa. Suor Michelina la conoscevo da circa un anno e mezzo da quando si era recata per la prima volta presso la nostra caserma per problemi analoghi nel periodo in cui ero appena arrivato a Napoli. In quell'occasione Suor Michelina, accompagnata da Don Beniamino, un prete della provincia di Campobasso, dopo aver esposto la sua problematica, nel vedermi un po' abbattuto mi chiese quale era il mio problema.
A quel punto mi sfogai un po' con lei, riferendole che ero ormai stanco di dover affrontare ogni giorno tutti quei chilometri ed il mio pensiero era soprattutto rivolto alla mia famiglia ed alle mie due figlie che lasciavo la mattina presto e ritrovavo poi la sera tardi a casa quando ormai ero stanco per potergli dedicare le giuste attenzioni e che pertanto le stavo provando un po' tutte per riuscire ad essere trasferito presso una caserma più vicino casa mia, ma che non si vedeva nessuno spiraglio di luce, poiché era davvero difficile essere trasferiti da Napoli, un bacino che necessitava di tanti uomini in divisa rispetto alla provincia di Benevento, composta per lo più da personale anziano in quanto di poco impegno operativo. A quel punto Suor Michelina mi disse queste parole che non dimenticherò mai:" Ma tu lo conosci a Don Dolindo? Perché non glielo chiedi a Lui?" Io ingenuamente le dissi di non conoscerlo a questo Don Dolindo e preso dalla curiosità le chiesi di parlarmi di lui. Così Suor Michelina iniziò a raccontarmi la storia di Don Dolindo ed io ne rimasi davvero emozionato, ma soprattutto mi invitò ad andare presso la chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes, tra l'altro vicina al Comando Legione Carabinieri Campania (dove si trova l'ufficio che gestisce i trasferimenti di tutti i Caarabinieri della Campania), in cui era sepolto Don Dolindo ed a pregarlo per le mie intenzioni solo dopo aver bussato sulla sua tomba per ben tre volte.
Dopo qualche giorno feci così, devo essere sincero, anche se sono molto credente e cerco di vivere il cammino di fede unitamente a mia moglie da più di 14 anni grazie alla spiritualità dei Frati Minori della provincia Sannito Irpina, ero molto scettico che quella mia preghiera avrebbe potuto risolvere quel mio "problema", non per la mancanza di fiducia nel Signore ed in Don Dolindo, ma semplicemente perchè ritenevo la mia richiesta troppo banale rispetto a quelli che sono davvero i problemi della vita. Dopo qualche settimana di distanza dalla mia prima preghiera fatta a Don Dolindo, fui convocato presso il Comando Legione Carabinieri, in seguito ad una istanza di trasferimento da me presentata intesa ad assumere il Comando della Stazione Carabinieri di Pietrelcina o in alternativa di quella di Pesco Sannita.
Così il Sig. Generale di Divisione, all'epoca comandante della Legione, volle verificare di persona la motivazione che io e gli altri che avevano aderito alla medesima istanza avevamo per assumere tali incarichi di prestigio. Dunque prima di recarmi presso il Comando Legione mi fermai a salutare Don Dolindo ed a bussare nuovamente sulla sua tomba rinnovando la mia preghiera. Il mio colloquio con il Sig. Generale Stefanizzi mi lasciò un po' di amaro in bocca in quanto il precitato mi fece capire che gli altri concorrenti essendo più anziani di me avrebbero avuto la precedenza sui due Comandi di Stazione, anzi tre in quanto si stava per liberare anche un terzo Comando sempre della provincia di Benevento ovvero quello di Arpaia (BN).
Ormai scoraggiato dalla situazione, ripresi il mio normale servizio senza più pensare ad un eventuale trasferimento imminente, con la speranza che prima o poi mi sarei finalmente ricongiunto al mio nucleo familiare.
A distanza di qualche settimana mentre ero in servizio, il piantone della caserma mi chiamò riferendomi che un ufficiale della Legione Carabinieri Campania mi stava cercando, nel rispondere al telefono, mi fu riferito dal Capo Ufficio Personale che il Comandante della Legione aveva disposto il mio trasferito presso la Stazione CC di Arpaia, come vice comandante in attesa di assumere il Comando dopo qualche mese all'atto del pensionamento dell'attuale reggente e se ero intenzione ad accettare tali condizioni.
Senza neanche far finire di parlare accettai il trasferimento presso la Stazione CC di Arpaia, distante solo 20 km dalla mia abitazione dove ho prestato servizio fino a settembre 2023, attualmente presto servizio presso la compagnia carabinieri di Montesarchio.
In conclusione, cosa mi ha fatto capire realmente che in questa situazione c'è stata la mano di Don Dolindo? Un fatto oggettivo che agli occhi dei non credenti potrebbe sembrare una coincidenza, ma che per noi si tratta come dicono gli uomini di fede di una Dio-incidenza.
Il mio trasferimento ad Arpaia non era previsto e né tanto meno richiesto in quanto, come già riferito, prima di andare a colloquio con il Generale avevo richiesto altri due paesi, Pietrelcina o in alternativa Pesco Sannita, ma soprattutto ed ora arriva il bello, tra gli uomini in servizio presso la Stazione Carabinieri, trovai un appuntato, che ancora oggi è in servizio presso tale Comando, ovvero l'appuntato scelto Q.S. Raffaele Ruotolo. Personalmente ritengo di esser stato esaudito nella mia preghiera, anche se si tratta di una questione di poco conto e non assolutamente paragonabile alle grazie di rilievo che ha concesso il nostro servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, ma che comunque ritengo opportuno segnalere, anche se a distanza di alcuni anni ormai, ma non si sa mai che la mia misera testimonianza possa in qualche modo rendere la giusta attenzione che merita il nostro amato Don Dolindo, il quale, da quando l'ho conosciuto grazie a Suor Michelina, è presente nelle mie preghiere. Tanto dovevo a Don Dolindo.
Pace e Bene.
Testimonianza dell'11 maggio 2024
Sento il dovere di testimoniare per iscritto la grazia ottenuta dal Signore attraverso la mediazione di Don Dolindo Ruotolo.
Tre anni fa, mia figlia stava vivendo un periodo difficile a seguito di delusioni lavorative ed affettive.
La situazione in famiglia era molto delicata; la depressione stava coinvolgendo anche il resto del nucleo familiare. In quel periodo mia figlia partecipò al concorso per l'insegnamento nelle scuole secondarie e aspettava con ansia l'esito, ma il tempo passava e non si avevano notizie.
Un giorno io ero proprio giù di morale e mentre ero al computer per lavorare, vidi apparire sul monitor un'immagine di don Dolindo Ruotolo.
Mi sembrò un invito alla preghiera, quindi mi rivolsi a Lui chiedendogli di aiutarmi. Riuscii poi a trovare il numero di telefono della signora Grazia Ruotolo, sua nipote, le parlai della situazione in cui si trovava mia figlia e chiesi delle preghiere per lei. La signora fu molto gentile e mi disse di portare mia figlia in chiesa, di farla inginocchiare davanti al tabernacolo e farle dire:"Gesù pensaci tu".
Dopo qualche giorno io e mia figlia uscimmo per recarci presso un sindacato scuola per avere notizie del concorso.
Per strada incontrammo una signora, mia conoscente, che non vedevo da tempo la quale si rivolse a mia figlia dicendole:"Non ti abbattere, vai in chiesa, inginocchiati davanti al tabernacolo e di Gesù pensaci tu". Mi vennero i brividi, erano le stesse parole dette dalla signora Ruotolo.
Andammo in chiesa e facemmo come ci era stato detto. Dentro di me sentivo che don Dolindo ci stava aiutando e infatti dopo una settimana arrivò la raccomandata che comunicava a mia figlia la vincita del concorso.
In fedeA.D.L.
Testimonianza del 26 settembre 2023
A giugno scorso mia moglie riceve la notizia di avere dei noduli al seno e deve sottoporsi ad esame istologico.
Qui inizia la nostro momento di angoscia: quattro figli, due giovanissimi e due grandi, ma non sistemati e soprattutto il pensiero di perdere mia moglie quindi anche il nostro futuro di sposi e genitori che era visto con maggiore ansia come se nel momento storico che viviamo non ce ne fosse già.
Dopo questa breve introduzione passo a narrare i fatti che riguardano don Dolindo.
Poi ho iniziato a pregare per mia moglie e, cosa che mi capita sempre di me nei momenti più gravi della vita, mi si fa avanti Don Dolindo Ruotolo, inizia starmi nei pensieri sempre più spesso la sua preghiera “Gesù pensaci tu”… diventa una giaculatoria. Inizio a pregare corone di questa invocazione “Gesù pensaci tu”.
Trascorro l’estate in Cilento e deciso di andare in pellegrinaggio da Don Dolindo. Vivendo da 24 anni a Torino era l’unico momento in cui avrei senza poche difficoltà andare a trovare, come dicevo a tutti quelli che mi chiedevano dove vai a trovare un amico a Napoli.
Così 29 luglio 2023 lascio la mia famiglia e mi reco a Napoli. Arrivo nella Chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes verso le 8:45 e trovo la chiesa piena di pellegrini credo polacchi, ma sicuramente dell’est Europa, prego il Rosario e aspetto che si liberi un po’ la tomba. Vado anch’io da Don Dolindo e anche ora che scrivo qui mi si bagnano gli occhi e l’emozione mi stringe la gola. Chi può descrivere l’onore che provo verso questo “santo”, “”santo" per me e non solo per me…
Busso alla tomba ma non ho i colpi di risposta, prego ancora, busso di nuovo e ancora e ancora e ancora… nulla, nessun colpo!
Era ovvio per me che la grazia della salute di mia moglie Dio nostro padre tramite don Dolindo non me la concedeva. Prego ancora il rosario verso le 10:30, lascio la chiesa ringraziando Gesù e la Madonna e Don Dolindo.
Mentre torno alla casa di villeggiatura i miei pensieri vagano nell’amarezza e la delusione la speranza viene meno. Torno sempre alla preghiera, ma torno alla preghiera Gesù pensaci tu.
Non dico nulla a mia moglie se non che la grazia non l’ho avuta.
Il giorno 1 agosto, è il giorno della comunicazione del risultato dell’istologico.
Nella notte del 1 agosto mi capita questo sogno: una mano di donna che non so chi fosse nè immagino di conoscere, mi dà una busta da lettera, la apro e con mia meraviglia non trovo scritto nulla.
Il foglio è bianco… Si allarga la scena, ci troviamo io e la donna in una luce che non so descrivere che stava che dava benessere pace… Potrebbe passare ai più come un sogno provocato da ragioni derivanti dalla mia mente… ma vedo don Dolindo Ruotolo con la mantellina, bastone, rosario nella mano destra il bastone era nella sinistra, mi guarda serio ma tenero e compassionevole come è stato in vita. Non mi dice nulla, guarda solo, ma io so che è venuto a mantenere la sua promessa fatta a tutti che se non dava la grazia sarebbe venuto in sogno a dire che Dio non concedeva per sua intercessione la grazia. Proprio nella notte della comunicazione risultato cristologico non può e non è una coincidenza e don Dolindo che mi è venuto a dire prima dei medici: la grazia non l’hai ottenuta.
Non racconto nulla mia moglie. Siamo soli sul lungomare, seduti su una panchina alle 10 del mattino, ma una nostra amica e collega di mia moglie, delegata a ritirare il risultato, ci comunica che i noduli al seno di mia moglie erano di origine benigna… grande gioia lacrime e di gratitudine a Dio! E ora faccio questa mia testimonianza scritta per adempiere alla mia promessa fatta a don Dolindo, un piccolo granello di polvere sulla strada della sua canonizzazioni tutto a MGD ed onore di don Dolindo Ruotolo.
In fede, G.F.
Testimonianza del 26 settembre 23
A giugno u.s. mia moglie riceve la notizia di avere dei noduli al seno e deve sottoporsi ad esame istologico. Qui inizia il nostro momento di angoscia: quattro figli, due giovanissimi e due grandi ma non “sistemati” e, soprattutto, il pensiero di perdere mia moglie e quindi anche il nostro futuro di sposi e genitori che era visto con maggiore ansia, come se nel momento storico che viviamo non ce ne fosse già. Dopo questa breve introduzione passo a narrare i fatti che riguardano don Dolindo.
Ho iniziato a pregare per mia moglie, e cosa che mi capita sempre di me nei momenti più gravi della vita, mi si fa avanti don Dolindo Ruotolo, inizia starmi nei pensieri sempre più spesso e la sua preghiera “Gesù pensaci tu” diventa una giaculatoria. Inizio a pregare corone di questa invocazione: “Gesù pensaci tu”. Trascorro l’estate in Cilento e decido di andare in pellegrinaggio da Don Dolindo. Vivendo da 24 anni a Torino era l’unico momento in cui avrei, senza poche difficoltà, potuto andare a trovarlo, come dicevo a tutti quelli che mi chiedevano: dove vai? A trovare un amico mio a Napoli.
Così 29 luglio 2023 lascio la mia famiglia e mi reco a Napoli
Arrivo nella chiesa di San Giuseppe ai Poveri verso le 8:45 e trovo la chiesa piena di pellegrini, credo polacchi ma, sicuramente, dell’est Europa. Prego il Rosario e aspetto che si liberi un po’ la tomba e vado anch'io da don Dolindo. E anche ora che scrivo mi si bagnano gli occhi e l'emozione mi stringe la gola.
Chi può descrivere l'amore che provo verso questo santo, santo per me e non solo per me, l'amore che ha avuto a Gesù, e così gli parlo cuore a cuore, e busso alla tomba ma non ho i colpi di risposta. Prego ancora, busso di nuovo e ancora, e ancora, e ancora… nulla nessun colpo. Era ovvio per me che la grazia della salute di mia moglie, Dio nostro padre tramite don Dolindo non me la concedeva. Prego ancora il rosario, verso le 10:30 lascio la chiesa ringraziando Gesù e la Madonna e don Dolindo. Mentre torno alla casa di villeggiatura i miei pensieri vagano nell’amarezza, la delusione, la speranza viene meno, ma fermo torno sempre alla preghiera: “Gesù, pensaci Tu”. Non dico nulla a mia moglie se non che la grazia non l'ho avuta.
Il giorno 1 agosto è il giorno della comunicazione del risultato dell’istologico.
Nella notte del 1 agosto mi capita questo:
sogno una mano di donna che non so chi fosse nè immagino di conoscere, che mi dà una busta da lettera che apro e con mia meraviglia non trovo scritto nulla, un foglio bianco… Si allarga la scena, ci troviamo io e la donna, in una luce che non so descrivere che dava benessere, una pace immensa. Passando questa esperienza, che potrebbe passare ai più come un sogno provocato da ragioni umane, davanti alla mia mente quindi non è più un sogno, ero in me stesso, vedo don Dolindo Ruotolo!
Con la mantellina, bastone e rosario nella mano destra, il bastone era nella sinistra. Mi guarda serio, ma tenero e compassionevole come stato in vita mortale, non mi dice nulla, mi guarda solo, ma io so che è venuto a mantenere la sua promessa fatta a tutti, che non se non dava la grazia sarebbe venuto in sogno a dire che Dio non concedeva per sua intercessione la grazia. Ed io questo l’aspetta ma proprio nella notte della comunicazione risultato dell'istologico non può e non è una coincidenza, e Lui, don Dolindo che mi è venuto a dire prima dei medici: “la grazia non l’hai ottenuta perché tua moglie non ha un tumore”.
Non racconto nulla mia moglie. Siamo soli sul lungomare seduti su una panchina. Alle 10 una nostra amica e collega di mia moglie, delegata a comunicarci il risultato e il suo ritiro, ci comunica che i noduli al seno di mia moglie erano di origine benigna.
Scendono già le lacrime e in me c'è gratitudine a Dio e a don Dolindo Rotolo.
Ed ora faccio questa mia testimonianza scritta per adempiere alla mia promessa fatta a Don Dolindo. Un piccolo granello di polvere sulla strada della sua canonizzazioni tutto a M G T ed onore di don Dolindo Ruotolo.
In fede,
F. G.